Apolline Project

illuminating the dark side of Vesuvius

I resti umani di Pollena Trocchia



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I dati ricavati dall’analisi delle sepolture e soprattutto quelli derivanti dall'analisi antropologica effettuata su tutti i resti umani rinvenuti nel sito di Masseria De Carolis permettono di affermare che, contemporaneamente ad una delle ultime fasi di vita del complesso, precisamente quella che precede l’eruzione di Pollena del 472 d.C., una parte del sito viene utilizzata come cimitero, in gran parte riservato a bambini: la pratica di seppellire i morti in luoghi prima abitati è comune in età tardoantica e si verifica soprattutto in ambienti termali; nel caso di Pollena Trocchia abbiamo per la prima volta l'attestazione del fenomeno in ambito vesuviano, con una particolare scelta degli abitanti di questa zona di utilizzare in periodo tardo parte del sito per la deposizione di neonati.

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Lo studio antropologico e paleopatologico effettuato sui resti scheletrici recuperati ha fornito alcuni dati molto interessanti, che permettono di formulare ipotesi attendibili sugli individui analizzati. I resti, non tutti associabili a scheletri interi, sono quasi tutti riferibili a bambini. Analizzando l'età dei soggetti 4 scheletri appartengono a neonati, 1 scheletro ad un bambino di circa 4 mesi di età, una mandibola è pertinente ad un adolescente con età di circa 12 anni. Poche ossa danneggiate da lavori effettuati negli anni '80 sono risultate pertinenti ad una donna di circa 15 anni di età ed infine le ossa rinvenute non in connessione sono pertinenti ad un individuo adulto con età superiore ai 40 anni. Quest'ultima deposizione è associabile ad un individuo con corporatura molto sviluppata soggetto probabilmente a lavoro di braccia e trasporto pesi, che però non insistevano sulle spalle, dal momento che la colonna vertebrale non mostra marcati segni di alterazione. Lo studio antropologico effettuato sulle ossa del bambino di circa 12 anni ha permesso di individuare un'infezione dovuta ad infiammazione dei denti, verificatasi nel passaggio dalla prima alla seconda dentizione, che molto probabilmente ha portato alla morte del bambino.
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Le 4 deposizioni infantili sono tutte pertinenti a neonati con età compresa tra la nascita e i due mesi di vita; tra queste le due più interessanti sono quelle ad enchitrysmòs, anfore utilizzate come tombe, disposte a poco meno di un metro di distanza l’una dall’altra con lo stesso orientamento e con la particolarità dei due corpi deposti in due posizioni esattamente opposte e con teste contigue. Dato il rito funerario in anfora, che ricorda il ventre materno, e la posizione ravvicinata delle due anfore è probabile che ci sia un vincolo di parentela tra questi due bambini. La certezza verrà data solo in seguito alle analisi del DNA ancora in corso.