Racconti e leggende
Nei territori di Napoli e Nola la presenza del passato è ancora forte, tramite non solo i resti archeologici ancora visibili, ma anche e soprattutto attraverso i racconti, i miti e le leggende che sono stati trasmessi per secoli e che purtroppo con l’ultima generazione si stanno perdendo. L’Apolline Project intende ridare vita al passato collettivo delle comunità campane raccogliendo le vostre testimonianze per condividerle in queste pagine.
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La Regina Giovanna a Somma Vesuviana

Signora R. La regina Giovanna era una donna viziosa e le piacevano gli ufficiali: dopo essere stata con qualcuno, lo buttava giù del Castello De Curtis, nel tunnel, e così tutti i suoi amanti; si dice che sia morta “sotto il cavallo”.
Signor F. Si dice, mi dicono i miei vecchi, mi dicono che c’è, a Santa Maria del Pozzo, una pietra con la sua statua. Lei con cavalli e con la carrozza tutta piena d’oro, disegnati su questa pietra. E poi non si sa questa pietra che fine ha fatto; io non l’ho mai vista.
Quello che ho visto giù, ci sono delle tombe e altra roba. Non so se l’avete visto anche voi. E so, mi ricordo che ci sono delle scale. E poi dicono che c’è una grotta. Erano tre grotte, ho visto gli archi.
E poi altre cose mi hanno raccontato le persone più antiche di me, più vecchie di me. Dicevano che lei passava per un sottopassaggio che da qui poteva andare a … diciamo … San Giorgio a Cremano, quella zona lì… e Portici… sotto terra, si dice sotto terra…

Signor G. Di quello che ricordo che mi raccontavano da piccolo c’era… un tunnel sotto la Starza della Regina, dove esisteva questa famosa Carrozza d’Oro della Regina Giovanna. La versione che conosco io, questo tunnel collegava la Starza della Regina con la chiesa di Santa Maria del Pozzo, forse anche San Domenico, e Castello De Curtis. E… quello che mi raccontavano era che chi entrava in questo tunnel… chi arrivava vicino a… questa Carrozza, eh… la luce smetteva di funzionare. Quindi non ci si poteva avvicinare. Qualsiasi lampada o… lampada elettrica smetteva di funzionare. Quindi non ci si riusciva ad arrivare. Questo ricordo che mi raccontavano da piccolo. Eh… è una storia che si raccontava tra ragazzi. Quindi credo me l’ha raccontato qualche amico, che l’ha allora sentito forse dal nonno. A me nonni no, perché non li ho conosciuti mai. Non li avevo.
Signor R. Mio padre mi raccontava che avevano trovato qualcosa qui al sito archeologico; io ci andavo a giocare in quel posto; si dice che la Regina Giovanna si incontrava con gli amanti nel tunnel.
Signora A. Allora quando ero ragazzina, si raccontava di questi… cunicoli sotterranei che partivano dal monte e arrivavano fino alla Starza della Regina Giovanna e che erano appunto utilizzati per… le fughe segrete degli… amori segreti… della Regina Giovanna. Questo so. Però poi invece poi dagli articoli che ho letto so che… evidentemente si tratta di una rete idrica di età romana. Quindi… un canale di raccolta delle acque, o comunque acquedotto, potrebbe essere. Comunque un canale che porta poi in cisterne.

Però c’è una cosa un pochino hard in questo. Mi raccontavano, se posso dirlo, mi raccontavano, penso che già lo sai, mi raccontavano che la Regina Giovanna si intendeva con i suoi… diciamo scudieri, che scendeva giù con loro a darsi, concedersi ai cavalieri.
Signora F. Dal racconto di mio nonno abitante e nativo della Starza Regina, alla profondità della terra dove è stato trovato questo sito, c’è una galleria fatta con pavimento di basoli a forma di arco che è stata vista da alcune persone (che non sono più in vita) negli anni ’30, che per curiosità si sono avventurati in questa galleria… improvvisamente una voce gli diceva… che per proseguire avrebbero dovuto donare un bambino di tre giorni. Queste persone ritornarono con un capretto di tre giorni quando si sono sentiti dire che avrebbero potuto mangiarlo e allo stesso momento c’è stato un forte soffio da far spegnere le torce. Loro, impauriti pur essendo armati, sono scappati e da allora non si è saputo più nulla. Dalle voci si è sentito dire che era un passaggio della Regina Giovanna, non tanto largo da farci passare una carrozza.
Signor G. Come pure, per esempio, sono stato un impiegato comunale. Al centro di Somma, mi ricordo, venti anni fa si fece una buca, che si riusciva a vedere sotto, più o meno a che profondità esisteva. Allora sotto a noi ci sono ancora degli altri… ci sono ancora degli altri paesi sotto, che sono stati coperti. Secondo me, Somma è come Ercolano. Certo che si potrebbe vedere che ci sono tante tante di queste. Come Nola…
Signor A.M. Mio padre fece venire un medium da Napoli, per vedere questa carrozza, dove stava questa. Invece, queste sono solo chiacchiere. Mio padre ha fatto un sacco di spese. Un buco di qua, un buco di là… Ma della carrozza non ha trovato niente… Non ha trovato niente. Chiacchiere, solo chiacchiere e basta.

Signor M.M. Al centro di Via Moro, una volta… se n’è caduta la strada. I vigili, altri tecnici sono andati sotto ‘a strada, hanno camminato a lungo. Poi sono tornati indietro perché avevano paura di camminare, perché c’era… una galleria che camminava sempre. Questo è successo… nel ’94. Infatti la piazza, dove sta la piazza… Piazza Trivio… Quando l’hanno ricoperta… ci sono voluti molti camion di… di terriccio. Scusa… pure il fatto della galleria della Regina Giovanna, comunque sono… sono gallerie non della Regina, sono dell’acquedotto. Ma dalla chiesa di San Domenico, io quando stavo alle scuole… quando io stavo alla scuola elementare, siamo andati a vedere giù, portava sotto… poi ci siamo fermati perché stava rotto. Capito, no? Comunque, ci stanno un sacco di cunicoli che… che vanno fra di loro, quella è la cosa. Alla chiesa di San Francesco, Santa Maria del Pozzo… si scende giù, ci stanno dei teschi di vari… Affreschi e teschi… Hai visto i teschi sotto? Dove ci stanno i teschi, ci sta una porta che loro non riescono ad aprire, perché comunque fa parte di una galleria… Forse adesso se n’è caduta, però parecchi anni fa, perché io sono sceso con… la scuola.
