Apolline Project

illuminating the dark side of Vesuvius

I resti umani di Roccarainola



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L’uomo ha sempre avuto un rapporto complesso con i morti. La cura con cui il defunto viene deposto è notevole anche nella più semplice delle sepolture; è questo elemento della dignità umana che ha oltrepassato i secoli ed anche millenni. Studiando i resti umani non è solo possibile capire le usanze funerarie del passato, ma si possono anche comprendere lo stile di vita, la salute, la dieta del defunto e altre informazioni personali. È importante ricordare che i resti scheletrici non sono pietre fredde o semplicemente oggetti di curiosità, ma sono le ossa reali di persone che una volta vivevano e abitavano la Terra come noi. Lo studio delle ossa ci offre una finestra per il loro mondo privato.

Questo è il caso delle ossa della popolazione medievale di Roccarainola. Anche se tutte le tombe scoperte finora sono stato disturbate nel corso dei secoli e gli scheletri che abbiamo scavato sono risultati per lo più disarticolati e incompleti, siamo comunque stati in grado di estrarre informazioni utili. La collezione di ossa di Roccarainola è composta da un numero minimo di 51 persone recuperate in varie parti di tutto il sito nel corso della stagione 2011. I risultati della nostra prima stagione di studio sono molto interessanti. Si osservano numerose fratture, traumi, e depressioni craniche in vari stati di guarigione, alcuni frammenti del cranio sono molto spessi, una fibula mostra segni di infezione, come la lebbra, la fusione della seconda e terza vertebra cervicale che è indicata come tipo I della sindrome di Klippel-Feil, e due mandibole con un accumulo eccessivo di tartaro (depositi minerali) sui denti.

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Traumi come fratture da depressione sono state osservate frequentemente su frammenti del cranio. Questi indicano un possibile attacco violento contro la persona, e ci possono dare informazioni sull’autore del reato. Per esempio, i traumi che si verificano sul lato destro di un osso erano probabilmente inflitti da un mancino, traumi avvenuti sulla sommità del cranio erano probabilmente inflitti da qualcuno più alto della vittima, e traumi inflitti sul retro di un teschio sono i più indicativi di un tentato omicidio. Tra le ossa raccolte fino ad ora, abbiamo anche diversi segni di taglio peri mortem e post mortem. Curiosamente, uno di questi teschi mostra una “X” (ix) incisa. Questi risultati possono indicare la prevalenza di violenza e di una possibile guerra nella regione durante questo tempo.


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Alcuni dei frammenti del cranio che abbiamo incontrato sono molto più spessi e più densi del normale. La causa di questo ispessimento – così come la robustezza generale della popolazione – potrebbe ascriversi agli alti livelli di fluoro nell’acqua del posto, la contaminazione dell’acqua con il fluoro prodotto durante attività vulcaniche, lo stress da lavoro, poiché la velocità di evaporazione dell’acqua aumenta la concentrazione di fluoro.

Fra i reperti ossei che abbiamo raccolto, c’è anche una fibula che mostra segni di infezione, probabilmente lebbra. Questa infezione si nota nella trama della superficie dell’osso. Durante il Medioevo, si pensava che i malati di lebbra vivessero il purgatorio in terra, così la loro sofferenza era considerata più santa di quelle delle persone normali.

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Uno dei nostri reperti più insoliti sono due vertebre fuse. In questo caso la seconda e terza vertebra cervicale si fondono, tipiche della sindrome di tipo I di Klippel-Feil, che si verifica solo in 1 su 42.000 individui nelle popolazioni moderne. Quelli con sindrome di Klippel-Feil spesso soffrono di ritardi nella crescita, malformazioni della testa, del viso e dello scheletro, così come problemi agli organi interni e insufficienza cardiaca.

Infine, ci sono diversi esempi di individui che mostrano un eccessivo accumulo di tartaro sui denti. Il tartaro è il risultato di deposizione minerale ed eccessiva produzione di saliva. Esso provoca l’alito estremamente cattivo e gengiviti. Come si può vedere, in questo caso assume una forma simile al calcestruzzo.

Quanto abbiamo illustrato finora è di grande interesse perché ci dice molto sugli antichi abitanti di Roccarainola, sulle malattie di cui erano affetti e sulle cause della loro morte. Queste malattie e malformazioni sono però abbastanza conosciute.
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In questa ultima parte ci vorremmo però soffermare su un ritrovamento particolare per noi ancora inspiegabile. Infatti all’interno di una specie di pozzetto abbiamo trovato molte ossa lunghe. Queste ossa mostrano segni di taglio e rottura, quindi sono state volontariamente rotte per qualche ragione insaputa. Questo ritrovamento è di grande importanza, poiché per quanto ne sappiamo l’atto di tagliare ossa umane non si ritrova altrove in Campania. Non sappiamo quale sia stato il motivo per un atto così inusuale; forse era legato ad un’attività rituale o ad una pratica per far entrare più ossa nel pozzetto.



In futuro ci farebbe piacere fare numerose analisi per capire di più degli abitanti di Roccarainola. Fra queste, è molto importante fare l’analisi al C14 per datare gli scheletri, l’analisi del DNA per capire i gruppi etnici, e analisi al microscopio. Attraverso calchi in gesso potremmo anche capire meglio la causa delle ferite che abbiamo notato, così da poter ricostruire in modo accurato la storia dei conflitti interni e con le altre popolazioni dell’area.