Apolline Project

illuminating the dark side of Vesuvius

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L’Apolline Project è un progetto di ricerca multidisciplinare attivo dal 2004 nello scavo, conservazione e valorizzazione dei siti archeologici presenti negli antichi territori di Neapolis e Nola.
Il progetto nasce come accordo fra l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Brigham Young University (Provo, Utah, USA), ed il Comune di Pollena Trocchia. Oggi sono partner del progetto anche la University of Oxford con il direttore del progetto dr. Girolamo Ferdinando De Simone, la University of Cambridge con la dr. Robyn Veal, la University of Reading con la prof. Annalisa Marzano, il Dipartimento di Scienze della Terra della Università degli Studi “Federico II” di Napoli, il Comune di Roccarainola, il Comune di Pago del Vallo di Lauro, e sono in atto accordi con il Comune di Somma Vesuviana per la promozione dei beni culturali.
Il progetto ha al suo attivo numerose attività di ricerca e scavo in numerosi siti archeologici, fra cui lo studio e pubblicazione della villa romana di Nola via Saccaccio, della villa romana di Lauro, della chiesa altomedievale di Pago del Vallo di Lauro, lo scavo della chiesa medievale di Roccarainola località Cammarano, la valorizzazione della cosiddetta Villa Augustea di Somma Vesuviana.
I risultati delle ricerche sono presentati regolarmente in conferenze internazionali e pubblicati in riviste scientifiche. La lista completa delle pubblicazioni è presente qui.

La villa dei gemelli di Pollena Trocchia


Il progetto-bandiera dell’Apolline Project è lo scavo sistematico e lo studio della villa romana con terme sita in località Masseria De Carolis a Pollena Trocchia. Lo scavo è cominciato nel 2007 ed è ancora in corso. Il sito fu scoperto per la prima volta nel febbraio del 1988, fu in parte distrutto e divenne una discarica abusiva della Camorra. Negli anni scorsi l’area è stata liberata dai rifiuti ed è diventata un esempio di approccio alternativo all’archeologia, secondo il cui modello la risposta ai problemi sociali avviene attraverso l’archeologia, partendo dalla comunità piuttosto che dallo stato centrale. Per l’approccio adottato ed i risultati conseguiti, il progetto ha vinto nel 2011 lo European Archaeological Heritage Prize, conferito ad Oslo dalla European Association of Archaeologists.

Un aiuto concreto al progetto


Allo scavo di Pollena Trocchia partecipano numerosi studenti stranieri. A fronte di una disponibilità limitata di posti, ogni anno l’Apolline Project riceve circa 150 domande di partecipazione, di cui circa la metà da università britanniche (con il maggior numero di studenti della University of Oxford), un quarto dagli Stati Uniti, il resto da numerosi paesi di tutto il mondo, fra i quali per la campagna 2014 numerose domande provengono dal Trinity College Dublin, da varie università tedesche, oltre ad altre da paesi più lontani, quali l’Australia e la Repubblica Sudafricana.
L’Apolline Project si sostiene soltanto grazie al contributo economico dei volontari che prendono parte alle sue attività. Rispetto ad altri progetti di scavo internazionali, per i quali la quota partecipativa si aggira fra i 3.000 ed i 3.500 euro, l’Apolline Project in media chiede 300 euro a partecipante, con sconti e gratuità per chi ritorna o ha responsabilità maggiori sullo scavo. Nello spirito di aprire il progetto ai più meritevoli, a prescindere dal reddito, ma soprattutto per consentire anche a chi deve sostenere spese ingenti per raggiungere l’area vesuviana (anche oltre i 1.000 euro per chi proviene da paesi lontani come il Brasile), dal 2014 abbiamo attivato una borsa di studio di 500 euro. Gli studenti stranieri che richiedono la borsa devono inviare al progetto due lettere di presentazione da professori della loro università; il vincitore viene scelto in base a quanto, in considerazione del curriculum di studi e gli interessi del candidato, la partecipazione al progetto viene ritenuta utile allo sviluppo formativo.
Grazie al contributo di individui, imprese, ed organizzazioni è possibile attivare ulteriori borse di studio, che porteranno il nome del benefattore. All’inizio delle attività di scavo sarà lanciato un comunicato stampa ed i vincitori conosceranno i benefattori di persona.
Numerose altre attività necessitano di un supporto da parte delle comunità vesuviane. Grazie ad una donazione di 600 euro da parte del Forum dei Giovani di Pollena Trocchia è stato possibile cominciare l’allestimento di un antiquarium non lontano dallo scavo; grazie alla donazione di 8.000 euro da parte della Confesercenti di Pollena Trocchia si sta portando avanti il restauro di una stanza voltata del sito. Altre risorse consentiranno di continuare l’opera di restauro di quanto distrutto dalla Camorra e di intraprendere nuovi percorsi della ricerca, come l’analisi del DNA dei gemelli (3.000 euro), altrimenti non sostenibili.

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